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martedì 24 giugno 2014

Rosa, rosso o bianco?

Con l'arrivo dell'estate sono tornata in sella alla mia


Google Images

Gomme gonfiate, freno da sostituire, specchietto retrovisore da aggiungere, sorriso automatico e grande senso di libertà nel mio giretto di ricognizione senza un freno, senza specchietto, ma con tanta gioia.

Ora, decisione dovuta a necessità, perché guidare una bici sul lungomare con tanto di pista ciclabile è una cosa, ma farlo a Roma... eh no, qui è da alieni! ^_^
E quindi, dicevo, decisione dovuta a necessità... casco!
Ma quale?

Quello tipico da ciclista non mi piace.
(D'altronde, perché immettere un po' di sana normalità nell'aliena??)

E quindi ho pensato a questo


o a questo


o a questo


che si trovano alla Decathlon.

Voi che ne dite?
Ho bisogno di un consiglio, e sappiate che acquisterò il casco che riceverà più voti!
Se volete farmi un dispetto, sappiate che, ahimè, il casco rosa mi piace sul serio e che il voto finale sarà la somma dei voti virtuali e reali.

Anche se, anche se... il mio preferito in assoluto è lui:


Seguito da lui:


che sono della Nutcase.

Insomma, voi che ne dite? ^_^
Attendo consigli spassionati!



PS: Sì, cammino di nuovo! Dopo la botta di 5 mesi fa finalmente cammino! Non sono ancora io al 100%, ma cammino, accipuffolina!!! ^_^

venerdì 14 marzo 2014

Cow poop, le mucche da cacca

E sì, lo so, il titolo fa sorridere. ^_^
E sì, so anche che vi state chiedendo cosa sia una mucca da cacca.
Eccola qui:

Cow Poop

Una mucca da cacca è una mucca che vive felice nelle campagne piemontesi.
Una mucca da cacca non è sfruttata per produrre vitelli, e quindi carne da mangiare e pelle da indossare, né per produrre latte da bere.
Una mucca da cacca non è considerata un prodotto da vendere e dal quale arricchirsi.
Della mucca da cacca viene usata soltanto la... cacca... ^_^ ...per concimare il terreno.

Non sto qui a scrivere un articolo, perché l'ho appena letto e vi rimando ad esso.
Non sto qui neanche a riassumere il progetto e gli obiettivi di Fabrizio - un ex allevatore che, invece di trasformare gli animali in prodotti, è diventato vegetariano e ha convertito il suo allevamento nella Farm Serenity Cow -, perché lui lo fa molto meglio di me e perché vi invito a dare un'occhiata al suo blog.

Scrivo, invece, per mettere grigio su panna le mie considerazioni e dare qualche spunto.

Secondo me, questa fattoria potrebbe essere una grande occasione per formare gli adulti di domani. Sempre più spesso sentiamo dire di aver preso in prestito la Terra dai nostri figli, ma come insegnare proprio a questi figli il rispetto per la Terra e per i suoi abitanti?

Ecco, secondo me, un'idea sarebbe portare le nuove generazioni a contatto con tutto ciò che non è scritto sui libri scolastici. 

Gli insegnanti potrebbero portare i loro bimbi in gita in questa fattoria per insegnare loro il valore della vita di un animale e l'importanza del contatto con animali altri da quelli di affezione.
E se la scuola è lontana, potrebbero organizzare un camposcuola con i bambini di V elementare, che avrebbero l'opportunità di visitare Torino, antica capitale d'Italia; scoprire il Piemonte, vedere il Po e stare a contatto con la natura e gli animali.
Sarebbe una bella occasione anche per i ragazzi della scuola secondaria, perché non è mai troppo tardi per imparare che una mucca non è solo quella della Lola.

Ok, messa così, il mio sembra piuttosto un progetto latente della riforma scolastica - che pure avrei - comunque anche i genitori potrebbero contribuire portando i propri figli una giornata o un fine settimana in una fattoria.

Penso che la trasformazione di questo ex allevamento in fattoria possa essere un esempio per molti altri allevatori, per dire loro che, sì, la trasformazione è possibile. 
Ma anche per i consumatori: che si trovino su uno scaffale, in frigo o in tavola, gli animali non sono un prodotto già pronto. 
Una maggiore sensibilizzazione è necessaria e sono sicura che le giovani generazioni apprezzerebbero e la Terra ringrazierebbe.

Voi che ne pensate?

lunedì 24 febbraio 2014

Il mondo secondo Tippi

Le monde selon Tippi (1997) è un documentario sulla vita di Tippi Degré, una bambina bianca nata e cresciuta nel continente nero.




Tippi è la figlia di due fotografi che hanno scelto di compiere uno studio fotografico sul rapporto dei bambini con la natura e gli animali.





Ho visto questo documentario ieri sera, ci sono finita quasi per caso, cliccando qua e là, e devo dire che mi ha fatto un certo effetto.





Il rapporto che questa bambina ha con gli animali è straordinario, parla con loro, ma senza usare le parole.



Gli animali sanno che lei non farà loro del male, e lei si fida di loro.





Non solo è straordinario il rapporto che Tippi ha con gli animali, ma anche con i Bushmen e gli Himba.











Dopo aver guardato il documentario e anche qualche altro video più breve, ero un po' confusa. Affascinata, ma dubbiosa. Così ho pensato di leggere qualche commento.

A volte mi chiedo se la possibilità di commentare i video sia positiva. Penso di sì, anche quando i commenti sono negativi, perché stimolano a pensare...
Ho letto diversi commenti e gran parte di quelli negativi sottolineava il fatto che la bambina fosse bianca e che dovrebbe essere, invece, un bambino nero* a raccontare questi aspetti del proprio continente.

Ci ho pensato per un attimo, ed effettivamente mi sono resa conto che questi commentatori non hanno tutti i torti. Allo stesso tempo, però, mi sono ricordata di un episodio del Piccolo Principe, quando il turco va al congresso degli occidentali vestito, sì di tutto punto, ma con i propri abiti, e nessuno lo ascolta. E poi ci torna vestito all'occidentale e tutti applaudono al suo discorso.

Ecco, i primi dieci anni della vita di questa bambina - che ora ha 23 anni - potrebbero essere considerati in questo senso: una voce dall'Africa. Perché tanto, se qualcuno avesse girato un documentario sulla vita di un bambino Bushmen, ad esempio, nessuno se ne sarebbe curato. Nessuno avrebbe ascoltato una voce dell'Africa. Purtroppo.

Il paragone con Mowgli, invece, non mi ha conquistata più di tanto, l'ho trovato solo un titoletto "sensazionale" acchiappa-lettori. La storia di Tippi differisce parecchio dalla letteratura: il Libro della Giungla è ambientato in India, Tippi è vissuta in Namibia; Mowgli è stato abbandonato o perduto, Tippi era lì con i genitori; Mowgli è stato allevato da animali selvatici, Tippi è stata a contatto con animali recuperati perché feriti o cresciuti in fattorie, e quindi abituati alla presenza umana. Ok, c'è qualcosa di simile, ma io non parlerei di un Mowgli declinato al femminile.

Ciò che mi ha toccato di più è stato un altro fatto.
Ho avuto l'impressione di una certa strumentalizzazione della bambina - ok, devo dirlo... - da parte dei genitori.
Va bene il rapporto con la natura, con gli animali, con gli uomini. Ma a che pro?
Tippi è stata portata via dall'Africa all'età di 10 anni e trapiantata a Parigi. Quando i genitori le hanno detto che il loro lavoro lì era finito e dovevano partire (tornare a casa?), non ha parlato per un mese.
A scuola, era diversa da tutti gli altri bambini e dopo due anni di frequenza ha continuato a studiare a casa.
Oggi studia cinema, da grande vuole realizzare documentari.

Quello che mi chiedo io è: ma questa bella bimbetta bionda che gioca con gli animali e corre felice e in libertà... Quanto ha sofferto il distacco? Quanto ha sofferto l'ingresso nella civiltà occidentale?
Da spettatori non possiamo che ammirare la bellezza delle immagini che la ritraggono in un ambiente insolito per una bambina, ma è pur vero che questa esperienza senza dubbio splendida, dotata di ricchezza senza eguali potrebbe volgersi contro la Tippi adulta.
Anche se per un attimo ci ho pensato, spero proprio di no, e spero che Tippi possa trarne solo il meglio.

Vi lascio il video qui sotto. Se siete interessati, esiste anche un libro fotografico.
Voi che ne pensate?




*Non c'è alcuna intenzione offensiva nella terminologia. Nero inteso come contrasto rispetto a bianca (usato poco prima) e come riferimento al continente nero (usato all'inizio del testo). Si tratta di un uso linguistico puramente estetico, non offensivo in alcun modo.

**Le immagini sono prese da Google Images.

giovedì 7 febbraio 2013

Viaggiatori moderni

Ciao ciao gente! :)                                                                             English Version Soon

Non è un'immagine bellissima? ^_^
Racchiude l'essenza del bello, della libertà, del viaggio - quello vero -, della fatica e della soddisfazione, dell'abbattimento delle barriere fisiche e mentali, del valore della vita. Secondo me. Questo è il viaggiatore moderno,

Google Images

e non il turista sciocco che apre bocca solo per vantarsi di essere stato qui è là. Il viaggiatore moderno è quello che vive il viaggio, quello che impara dagli sconosciuti incontrati sul proprio cammino, quello che dice poco o nulla con le parole, ma trasmette la bellezza dell'esperienza vissuta attraverso gli occhi. Perché il viaggiatore moderno ha gli occhi sognanti, sereni, incantati, sorridenti, sempre rivolti altrove, che parlano di altri mondi: mondi paralleli, dimensioni alternative in cui il mondo interiore si interseca con il mondo esteriore e le sue esplorazioni. Perché il viaggiatore moderno non viaggia soltanto attraverso i continenti, ma viaggia anche attraverso sé stesso. Per il viaggiatore moderno, il viaggio è una condizione mentale.

Il viaggiatore moderno, paradossalmente, porta in sé anche qualcosa di antico, 


Viandante sul mare di nebbia (Der Wanderer über dem Nebelmeer),
C. D. Friedrich, 1818

di ancestrale: la curiosità e la sete di conoscenza che hanno spinto i grandi esploratori oltreoceano alla ricerca di un qualcosa di sconosciuto, ma al contempo entusiasmante e magico.

Un viaggiatore moderno, io l'ho incontrato il 1° marzo 2008 all'aeroporto di Ciampino.
Dovevamo imbarcarci sul volo per Dublino che, ahimé, fu spostato di NOVE ORE e abbiamo atteso in aeroporto. Non so neanche il suo nome, forse non ci siamo neanche presentati, aveva 19 anni ed era tornato da poco dall'Australia. Partito in gruppo, tornato da solo, senza amici e senza valigia. Aveva gli occhi azzurri e sognanti e quando parlava ti faceva vedere ciò che aveva visto e ti faceva vivere ciò che aveva vissuto. Era riuscito a trovare tre lavori in un giorno solo! Aveva viaggiato in camper e surfato le onde. Aveva visto il deserto e i canguri. Aveva dormito su un letto e anche a terra. Aveva teso un ramoscello di eucalipto a un koala.
Il ritardo aereo era stato provvidenziale: quel giorno sono stata in Australia!

Ci sono persone che entrano nella nostra vita e ne escono subito, eppure lasciano una traccia indelebile. Quel viaggiatore moderno vive nella mia mente e ogni tanto si affaccia per ricordarmi che vivere è bello e che i racconti di viaggio sono storie di vite vissute, mai sprecate. Meravigliose.


Google Images

Un'altra esperienza meravigliosa è quella in cui mi sono imbattuta qualche settimana fa mentre guardavo Alle falde del Kilimangiaro: è la storia di una famiglia australiana che ha scelto di abbandonare baracca e burattini per inseguire IL sogno: scoprire il mondo con i propri occhi, un pezzetto alla volta, viaggiando in sella a una bici.
Straordinario. Poetico, anche.

Ho pensato che valesse la pena dar risalto a un'esperienza così emozionante, quindi eccovi la loro intervista: Famiglia in giro per il mondo in bicicletta
Ed ecco il loro blog: Travel History of the Family Verhage
Dovreste avvistarli dalle parti di Firenze in questi giorni.

La verità, però, è che la bellezza del viaggio in bici, io l'ho scoperta alcuni anni fa con lui,

L. Cherubini - Jovanotti, Il grande Boh!, 1998

Immagino che non tutti siano in grado di mollare tutto - TUTTO - per avventurarsi in luoghi lontani, sconosciuti e spesso deserti, per inseguire un sogno - un'esperienza di un fascino estremo che è riservata a pochi avventurosi! Ecco, se non siete così avventurosi, vi consiglio la lettura di questo libro, sarà un po' come esserci stati, come aver guardato le stelle distesi sul deserto africano, come aver toccato la Terra del Fuoco, come aver pedalato per giorni in Patagonia. Se non ci siete ancora stati, il libro-diario di Jovanotti vi ci porta e vi sembrerà di sentire la sua voce raccontarvi ogni singolo aneddoto, ogni singolo incontro, ogni singolo fatto, ogni singola canzone.
Io ci ho messo cinque anni per finirlo: unico caso in cui il testo mi piaceva così tanto, in corso di lettura, da non voler arrivare subito alla fine, così tornavo indietro e rileggevo. Volevo apprezzarlo tutto, a gocce. Centellinandolo.
E voi che viaggiatori siete?

sabato 4 agosto 2012

I plant a tree, il mio blog (è)* era CO2 neutral


Surfando tra le onde digitali ho trovato questa iniziativa e ho deciso di dare il mio piccolo contributo: da oggi, il mio blog è a impatto zero!



Si tratta di un'iniziativa ambientalista chiamata Il mio blog è CO2 neutral promossa da DoveConviene.it: aderendo al progetto, si dichiara la propria disponibilità ad abbattere l'impronta ecologica del proprio blog o sito e DoveConviene, in collaborazione iplantatree.org, provvederà a piantare un albero in una zona a rischio di desertificazione (in questo caso, Göritz, in Germania).

Ogni anno un sito internet produce mediamente 3,6 kg di anidride carbonica. Piantando un albero si contribuisce alla riduzione di queste emissioni, poiché un albero è in grado di assorbire fino a 5 kg annui di CO2 e aderendo all'iniziativa contribuiremo a fare del bene! DoveConviene, infatti, si è fatta carico di questo problema e ha iniziato a riproporre i volantini pubblicitari online, rendendoli fruibili sia su Pc che su Smartphone, mirando a una maggiore ecosostenibilità.
I volantini sono facilmente consultabili, eccone alcuni esempi:

Mediaworld: http://www.doveconviene.it/volantino/mediaworld
Decathlon: http://www.doveconviene.it/volantino/decathlon
Auchan: http://www.doveconviene.it/volantino/auchan
Natura Sì: http://www.doveconviene.it/negozi/naturasi

DoveConviene ha ormai piantato oltre 1500 alberi, ma l'iniziativa non si ferma qui e si propone di raggiungere i 2000 alberi entro settembre. Schieriamoci a favore della natura e dell'ecosostenibilità, diffondiamo l'iniziativa e rendiamo il nostro mondo migliore e più vivibile!

Per maggiori informazioni sull'iniziativa: http://www.iplantatree.org/project/7


*Aggiornamento: In data 14/08/14 mi viene chiesto di rimuovere i link che portano al sito DoveConviene.

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