domenica 21 aprile 2013

Rome wasn't built in a day: the Palatine Hill & the Roman Forum

A couple of days ago, I went to the Palatine Hill and the Roman Forum with a friend of mine, L..
So, I thought it could be helpful to write some tips for you and whoever would like to visit Rome - that's why I decided to write this post in English. ^_^

The area we visited is the one enclosed between via dei Fori Imperiali, via di San Gregorio, via dei Cerchi and via di San Teodoro. You can get off the metro B (blue line) at Colosseo or Circo Massimo - it depends on which one you want to visit first. If you want to visit the Colosseum first, get off at Colosseo, otherwise you can get off at Circo Massimo, 'cause the entrance to the Palatine Hill and the Roman Forum is in via di San Gregorio.


Google Maps

You can get a ticket to visit the Palatine Hill and the Roman Forum plus the Colosseum for 12 euros, which is valid for 2 days. One entrance each only. If you don't have time enough, you can make it in one day, but if you can, spend there two days - and bring a beach towel with you, chill out on the Palatine Hill, and get a nice tan. It's worth it! ^_^

My ticket

The tour to the Palatine Hill and The Roman Forum will take longer than the Colosseum's. So, now you know that and you can manage your time. Once you exit, you can't enter again - even though the ticket is valid for 2 days, remember it is valid 1 entrance for the Colosseum and 1 entrance for the Palatine Hill and the Roman Forum! The two entrances are detatched, so you have to get out of one to get in the other.
Pay attention: if you start your tour with the Palatine Hill and the Roman Forum, make sure you visit the Palatine first (it's on the left) and then the Roman Forum (on the right), so you'll get out at the exit in front of the Arch of Titus, the closest exit to get to the Colosseum.
Don't worry, it's more complicated to write it than to do it! ;)

Let's have a look at some views.

Outside: Palatine, from via del Circo Massimo.




Inside: Palatine. Views on the Colosseum.






Palatine. Views on St. Peter's dome.




Palatine. Views on the Vittoriano and the Capitol (back).




The Palatine Hill was one of the seven ancient hills of Rome.











Palatine. View on the Roman Forum.



The Roman Forum was the centre of Roman public life.









The Roman Forum. Views on the Colosseum.






Outside: the Arch of Constantine, the Colosseum - on its right - and the Roman Forum - on its left.





Some Japanese taking pics at the Colosseum. Isn't it funny? ^_^



And me! ^_^



I'm so pale that I can reflect the sun and you can't see my face! ^_^

Hope you enjoyed this little tour in my good old city! If this is the case, I'll post more pics and tips - let me know! ^_^
By the way, today is a special anniversary, so...

Happy 2766th, Rome! 

Un anno (e una settimana) senza latte

Avrei voluto scrivere questo post la settimana scorsa, ma ultimamente latito per motivi di salute, diciamo così.

E così è passato un anno (e una settimana) da quando ho deciso di abbandonare il latte. Sono stata brava, ci sono riuscita: da 53 settimane non bevo latte.
Sto bene, non mi manca, mi sento più leggera e, se ne ho voglia, bevo latte vegetale di diversi tipi, che mi piacciono tutti. ^_^ E attenzione, quella "voglia" di cui parlo non si riferisce al latte vaccino, ma alle bevande vegetali: il latte di mandorla è meraviglioso, il latte di riso e nocciole delizioso, il latte di riso, farro e soia ottimo, il latte di riso leggero, il latte di soia versatile, il latte d'avena particolare. Insomma, solo provandoli si può capire!

Lo scorso anno mi sono data sei mesi di transizione per passare a un'alimentazione vegana, priva, dunque, di qualsiasi prodotto animale. Oggi mi trovo a fare il punto della situazione.

Per quattro mesi, da agosto a novembre, sono stata una vegana "perfetta", poi ho dovuto cedere a una minima reintegrazione di prodotti animali inclusi in alcuni alimenti: qualche dolce, qualche formaggio e la pasta all'uovo - quella che può sembrare un'incoerenza da parte mia è, in realtà, la reazione a una causa di forza maggiore.

In questo periodo, quindi, mi sono fermata a riflettere e prendere una decisione che può sembrare di comodo: resto vegana quando cucino io, ma non mi sento di rifiutare il cibo che qualcun altro ha preparato per me con tanto affetto (dolci, pasta, pizza), pur restando in ogni caso vegetariana. Cedo per rispetto nei confronti degli altri.
Qualcuno potrebbe avanzare l'ipotesi che in realtà, cedendo, non rispetto la mia scelta, ma il fatto è che preferisco farlo perché voglio vivere in società. Preferisco mangiare una pizza (quando dico "pizza", intendo sempre la mozzarella presente) con gli amici ed evitare di fare quella strana o se qualche zia mi porta i ravioli ricotta e spinaci fatti in casa apposta per me perché sanno che non mangio quelli con la carne, ecco, io non me la sento di non accettarli.

Insomma, sono una vegetariana che limita l'uso di prodotti animali (latte e uova) allo stretto necessario per vivere in società. Nel momento in cui la società mi metterà in condizione di scegliere una pizza margherita con mozzarisella o ravioli/fettuccine/spaghetti alla chitarra senza uova, sceglierò quelli. Ove possibile, la mia scelta resterà vegana - in gelateria, sceglierò il gelato artigianale senza latte -, ma laddove non potrò fare altrimenti accetterò il compromesso.
O, forse, ho solo bisogno di altro tempo per accettare pienamente questa scelta.

Mi sembrava giusto comunicarlo a chi mi legge, perché non voglio che ci siano ombre - esclusa la mia identità! ;)

Detto ciò, l'altro giorno gli spaghetti alla chitarra puzzavano di uova che non vi dico, non è che avete una ricetta per farli vegan? ^_^


Cristiiina, l'amicizia è davvero preziosaaa

Sole, cielo azzurro e primavera sono tornati. 
Ed è tornata anche L.

L. è una mia amica di vecchia data, abbiamo frequentato le scuole insieme. Tutte le scuole. Asilo, elementari, medie e liceo. Tutto. E tutto nella stessa scuola.
Io e L. abbiamo condiviso un sacco di cose, dall'appostamento davanti all'Hilton per vedere Mark Owen nel lontano 1997 agli ultimi compiti in classe di tedesco in IV liceo (nel mese di maggio la prof. ci fece svolgere un numero impressionante di traduzioni che avevano valore di compito in classe perché avevamo la media quasi uguale a 8 e, per onestà, voleva farcelo guadagnare, quell'otto!). Dalle gite scolastiche alle biblioteche inglese e francese a recuperar materiale per le innumerevoli tesine. Dall'orecchino di Batman (io fuchsia, lei arancione) al braccialetto di qualche ambulante. Dal concerto del 1° maggio (quando mi ha detto: "Mangia, altrimenti poi ti senti male!" e, invece, è stata male lei proprio quando hanno cantato gli Oasis!) alle vasche di via del Corso. E poi il tempo passato in autobus e in metro, e gli appuntamenti alle 4 sotto al bar, con il motorino fino al centro giù in città.

Non ci vedevamo da quattro anni, io e L. Ma è stato come se non ci vedessimo da una settimana. 
Non ho mai considerato L. la mia migliore amica, né lei mi ha mai considerata tale, eppure c'è un legame profondo, un filo invisibile che ogni tanto tira da qualche parte e torna a unirci. Ed è una cosa speciale, perché con L. non serve parlare, parlare è quella cosa in più. Con L. basta uno sguardo.

Io e L. siamo completamente diverse. Un occhio esterno non direbbe che siamo amiche, e neanche conoscenti. Perché io e L. apparteniamo a due mondi diversi.
Io voglio passare inosservata, metterei il burqa quasi (se solo non attirasse l'attenzione!), e alla fine mi travesto da persona normale.
L. attira l'attenzione. E le piace.
Io metto ancora i pantaloni a zampa per nascondermici dentro.
L. potrebbe sponsorizzare qualche marca di superattillatissimi.
Io ho i capelli ricci.
L. ha i capelli liscissimi.
Io scarpe rasoterra.
L. il tacco è parte integrante della gamba.
Io vacanza culturale alla scoperta di qualche città incantata.
L. vacanza on the beach, mare, sole e disco. E rimorchio.
Io ecologica, giro con i mezzi e a piedi. E se posso, in bici.
L. macchina forever.
Io cellulare decennale (comprato con L.).
L. iPhone 4s bianco con custodia fuchsia.

Insomma, siamo due mondi a parte, ve l'ho detto.
Fatto sta che negli ultimi giorni abbiamo passato due giornate splendide insieme.
Il primo giorno siamo andate al mare, per una passeggiata e tante chiacchiere. L'acqua azzurrina e il profumo delicato dell'estate in arrivo. Il secondo al Foro Romano e Palatino. Un'immersione nella storia, nell'architettura, nella culla della cultura antica.
Replicheremo.

Voglio bene a L. e anche L. me ne vuole. Forse è questo quel filo invisibile che ci unisce anche se siamo distanti e tanto diverse. Quel filo non si spezzerà mai.



martedì 2 aprile 2013

Idee improvvise e gruppi di scrittura

Ciao a tutti!

Mentre fuori diluvia, io me ne sto rintanata in camera a "pensare".
Penso che dovrei dare un'occhiata a un mucchio di carta scritta (la tesi!), penso che dovrei anche farmi la ceretta (...), penso che negli ultimi mesi in fondo in fondo avrei potuto farmi qualche nuotata in piscina invece di pensare a quanti capelli ho perso quotidianamente a causa dello stress eccessivo - forse, forse, mi sarei rilassata e ne avrei perso qualcuno in meno.

E poi... poi ascoltando un'intervista, anzi, una storia di quelle che ti fanno pensare, "Accipuffolina, ma allora i sogni si realizzano, se li sogni ardentemente e se li persegui costantemente e se non hai paura di affrontarli..." - ecco, mentre facevo tutto ciò contemporaneamente - ci sarà un motivo se sono stressata... - ho pensato che potrei mettere su un gruppettino di autori emergenti. 

Idea bizzarra? Mmm, può darsi. Però, perché non provarci?

Ho pensato che alcuni blogger che seguo "scribacchiano" e, poiché scribacchio anch'io, perché non unire il potere dell'inchiostro e della carta rigorosamente riciclata al fine di sfiorare il sogno comune?

Beh, io la butto lì.

Direi che si potrebbe costituire un collettivo. Mmm, forse è troppo per iniziare.
Ok, direi che ci si potrebbe dare un tema e scrivere dei racconti intorno a questo tema. Anche di generi diversi, perché no. 
Oppure temi diversi, stesso genere.
Oppure scrivere parti diverse di uno stesso racconto - mmm, già più complicato.
Ma sì, scrivere diversi racconti intorno a un tema comune, sviluppando il tema in generi diversi.

Direi che il numero di autori adatto si aggira intorno ai 3-4 fino a un massimo di 7-8, uno più, uno meno.
Direi che la prerogativa principale, oltre a essere portatori sani di una fervida fantasia, sia la lingua italiana - ahimé, fin troppo bistrattata - nonché una giusta dose di ironia - quanto giusta? Beh, non eccessiva, né sotto lo zero. Sottile. Quella che ti fa piegare gli angoli della bocca e riflettere un attimo.
Direi che... io quasi quasi lancio la mia idea! - Se non accadrà nulla, sarà soltanto un altro post. Se qualcuno raccoglierà la mia iniziativa, invece, beh, non lo so... probabilmente sarà l'inizio di una nuova avventura.


Pinterest
                                                                                                         /\  
                                                                                                      /_  _\
Se il tuo sogno è più o meno questo   ______________________I
- perché se il sogno è un sogno antico e ben radicato, non può che essere un sogno "vintage", non dirmi che hai sognato di scrivere sull'iPad! -,

Se hai sognato di sederti alla scrivania con una tazza di tè e scrivere, 
Se hai sognato di sederti al tavolo di una caffetteria o di una sala da tè, lontano da sguardi indiscreti e osservare le persone per trovare il tuo nuovo personaggio,
Se hai sognato di raccontare una storia tanto fantastica quanto reale,
Se hai immaginato di far spuntare i baffi e la coda da gatto al barista, le corna e il campanaccio al portiere impiccione, la proboscide al conducente del bus che ha chiuso le porte proprio quando sei arrivato trafelato alla fermata,
Se il profumo della carta ti fa sognare mondi paralleli dove tutto è possibile,
Se a 12 anni leggevi rannicchiato nel letto sotto le coperte al lume di una torcia rosa,
Se hai letto l'Enciclopedia solo per il gusto di leggere e imparare,
Se il luogo preferito della tua città è una libreria,
Se rinunci a tutto, ma non a un libro,
beh, forse sto cercando proprio te!

Se passi di qui e sei interessato a questo progetto, lasciami un commento. Vedremo insieme cosa accadrà.
Per ora, non mi interessa leggere COSA scrivi, ma COME scrivi (prima la qualità, poi tutto il resto). Quindi non voglio nulla che tu non abbia già scritto e pubblicato per il web: lascia semplicemente il link al tuo blog e magari aggiungi qual è il tuo genere preferito!

Ehm, direi che è tutto. Per ora. ^_^

sabato 30 marzo 2013

Marzo pazzo e Liebster Award

Marzo pazzo. Lo sento dire da quando sono bambina.
Marzo pazzo. Perché il tempo cambia in uno schiocco di dita.
Marzo pazzo. Perché nel giro di dieci giorni sono arrivate due sorprese inaspettate - d'altronde, che sorprese sarebbero se non fossero tali?
Della prima, vi parlerò più in là.
Della seconda, potete vedere il logo proprio qui e ringrazio La precurstrice per avermi insignito di cotanto amorevole premio. Grazie!

Cos'è il Liebster Award? / Qu'est-ce que le Liebster Award?
È un premio che mira a dare visibilità alle blogger poco conosciute, che hanno meno di 200 iscritti. 
C'est un prix qui vise à donner visibilité aux blogueuses peu connues, qui ont moins de 200 inscrits.

Chi lo riceve, deve: / Qui reçoit ce prix doit:
- scrivere 11 fatti random su di sé / - écrire 11 événement au hasard de soi-même
- rispondere alle 11 domande ricevute / - répondre aux 11 questions reçues
- premiare 11 blogger meritevoli / - primer 11 blogueuses méritantes
- rivolgere 11 domande alle blogger prescelte / - poser 11 questions aux blogueuses choisies

11 fatti
Tuttodisegni.com
1. Mi sono ubriacata per la prima volta a sette anni: ogni anno, in ottobre, mio nonno produceva vino bianco e rosso, e una volta mi sono chiusa in cantina con due amichette. Armate di cucchiai. Il vino si trovava in un recipiente enorme, largo e basso, e abbiamo iniziato ad assaggiarne qualche cucchiaiata. Quando è arrivato nonno, ci ha trovate che ridevamo a crepapelle e il livello del vino del recipiente era un po' diminuito. Per la cronaca: era vino rosso.


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 2. Qualche sera fa ho messo un paio di cuscini e alcune coperte nel letto di mia sorella, dando loro la sagoma di una persona e mi sono nascosta nella stanza di fronte, al buio, per osservare la scena. Quando è arrivata, pensava che ci fossi io... - ahahah! -, è andata in camera mia, ma non c'ero, quindi dovevo per forza essere io - ahahah! -. Così si è buttata su di me per schiacciarmi e, SURPRISE SURPRISE, ero stranamente morbida... Avreste dovuto vedere la sua faccia! Sono sbucata dall'altra stanza e ho riso per un quarto d'ora a crepapelle. Fare degli scherzetti innocenti è troppo divertente! ^_^


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3. Una delle tante volte che ho fatto pronto soccorso, mi hanno fatto sei buchi per prendermi il sangue. Sembra che le mie vene si trovino in profondità, e così ogni volta medici e infermieri lanciano l'ago e vanno alla ricerca della vena perduta. Il che significa, inserire l'ago nel polso e sentirlo nel ginocchio passando per la spalla. Tanto loro non sentono dolore. L'infermiere che riuscì nell'impresa - si sono succeduti in quattro o cinque - era talmente felice che ha fatto gimme five con i colleghi e ha attaccato subito la flebo in uno slancio di gioia. Gli altri si sono congratulati. Io avevo le braccia viola e doloranti e, con un filo di voce, gli ho detto: "Scusa, ma... non dovevi prendere il sangue?" - Lui: occhi di ghiaccio. Panico. Settimo buco. 


La bella e la bestia, 1991
 4. Da anni spendo i miei soldi in libri e viaggi. Anzi, li investo. Mi sembra un modo bellissimo per investire il proprio denaro, perché lo si investe in qualcosa che arricchisce la mente, il cuore e l'anima. Nulla di effimero, qualcosa che resta scalfito per sempre. Nessun oggetto materiale può sortire lo stesso effetto, nemmeno un paio di Manolo Blahnik.


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5. Tra una settimana il mio cellulare spegne le sue prime 10 candeline. Ho un Nokia-non-ricordo-più-quale che mi ha accompagnata in giro per mezza Europa; che è caduto un'infinità di volte, ma si è sempre rialzato; che mi ha dato belle notizie, ma anche qualcuna spiacevole; che è ancora in bianco e nero, non ha gli MMS né il Bluetooth... eppure mi piace ancora come il primo giorno! È per questo che non l'ho ancora cambiato. 



Tuttodisegni.com
 6. Ho fatto volantinaggio per 8 anni. Io e T. eravamo talmente terrorizzate di essere seguite, osservate, studiate e sospettate che parlavamo in codice. La parola d'ordine per andare a prendere i volantini era: "Le fragole sono mature!"


7. Nell'agosto del 2003, un calabrone è andato a curiosare nella manica del mio accappatoio ed è rimasto bloccato lì per un po'. Io ho fatto la doccia e, ignara della visita inaspettata, ho infilato l'accappatoio e AHHHHHHHHHHHH! Improvvisamente si è formata un palla sul gomito. Mia madre ha stordito il malcapitato, gli ha versato sopra della candeggina, lo ha richiuso in un contenitorino trasparente di gelato Carte d'Or e "ci" ha spediti al pronto soccorso perché "non si sa mai che sei allergica, almeno vedono chi è stato". In sala d'attesa ho appoggiato la  
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scatolina accanto a me e a un certo punto... ZZzZzzzZzZZzz... è resuscitato! Aveva talmente tanta forza da spostare il contenitore e la signora seduta lì accanto lo ha fissato per un po', poi guardava me e lui istericamente e poi è scappata via impaurita. Poi è stato il mio turno. Ah! Invece di guardarmi il braccio, il medico ha chiamato i colleghi delle altre stanze per mostrar loro la mascotte resuscitata. Mi sembrava di sentire le risate registrate delle sit-com anni '70-'80. Dal vivo, però. Ancora si ricordano di me, che figura barbina! 



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 8. Quando avevo 8 anni ho scritto in un tema che da grande avrei voluto parlare tante lingue per poter parlare con tante persone diverse, e la maestra del doposcuola derise quest'idea bizzarra. Diceva che era impossibile. Ora, io dico, anche impararne soltanto un'altra ti permette di raddoppiare il bacino di utenza e avvicinarti al sogno, quindi come fai a sgretolare i sogni di una bambina?! Well, yesterday, j'suis allée zu See mit minha irmã. Ela disse oi to the seagulls et ils lui ont répondu com um battito d'ali: In hoc signo vinces. Oggi ridacchio io.


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9. I comici non mi fanno ridere. Tanto meno quelli volgari. 


10. Non seguo le mode. E neanche le mode mi seguono. Camminiamo su due binari paralleli. Difficilmente ci incontreremo.


11. L'11 era il numero della mia maglia quando giocavo a pallavolo. (È il giorno del mio compleanno. Sono stata l'11° blogger a essere insignita di questo bel premio. Sto raccontando l'11° fatto random, sto per rispondere a 11 domande, scegliere 11 blogger e porre loro 11 domande. Di solito l'11 non ha soldi nei pacchi 
Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo
di
 Affari Tuoi, e quando li ha, è un pacco a perdere. L'11 è un numero palindromo. L'11 è un  numero primo.) - E io sono arbitro di pallavolo in pensione anticipata: troppa ansia con effetti collaterali disastrosi per il sistema fognario romano, ma soprattutto troppe nonne incazzate alle partite. Quando giocavo io non funzionava così. Perché l'aggressività repressa dovuta alle lasagne bruciacchiate, all'orlo scucito e all'aumento del prezzo delle zucchine si sfoga sull'arbitro?! Mah, misteri delle sfere bianche e dei fischietti fuchsia...


11 risposte
1. Qual è il tuo colore preferito? Ehm, non si vede? Più chiaro del rosso, più scuro del rosa, più caldo del viola, più acceso del prugna, più spento del fuchsia. Un mélange di tutti.
2.  Qual è la stanza della casa che preferisci? Nella mia futura casa sarà il salotto: non vedo l'ora di avere un divano tutto mio e una libreria gigante.
3. Sai usare il pc? Mah... ci provo!
4. Sei sposata? NO!
5. Quale cartone degli anni '80 preferivi? TUTTI! (A questo dedicherò un post in futuro)
6. Cosa ti piacerebbe ti regalassero il prossimo compleanno? Nulla di materiale. Vorrei solo un po' di serenità. Ma non ho ancora trovato il negozio.
7. Mare o Montagna? Sono sempre andata al mare, quindi dico... Montagna!
8. Il tuo gelato preferito? Quello che mangiavo con nonno: cono, nocciola, pistacchio e un gusto a scelta sempre diverso. E panna montata on top!
9. Di che colore hai i capelli? Castano-scuro-ma-non-troppo.
10. E gli occhi? Castano-verde
11. La tua canzone preferita? Mmm... "Mila e Shiro" cantata da mia nonna! (Dovete immaginare un arrangiamento in chiave anni-del-cucù: all'inizio disorienta un po', ma è troppo divertente!)

11 blogger
So che dovrei taggare 11 blogger, ma non posso farlo, perché non sarei onesta con me stessa, con chi legge e con chi taggherei a caso solo per riempire le posizioni vuote. Non posso farlo anche perché bloggo da relativamente poco e seguo pochi blog. Quelli che seguo, però, li seguo "con tutti i sentimenti", come direbbe mia nonna. Li seguo perché mi piacciono, perché mi divertono, perché mi insegnano qualcosa, perché mi fanno riflettere, perché sono fonti di ispirazione, perché non sono vuoti, perché non sono per la massa.
Non ho 11 blogger, e distinguo le mie preferite in due categorie: A, con meno di 200 iscritti, e a loro va il mio Liebster Award; e B, con oltre 200 iscritti, a loro va la mia personale menzione speciale "mi piace il tuo blog" (se lo vorranno, queste ultime blogger potranno raccontare 11 fatti random e rispondere alle 11 domande, senza tuttavia fregiarsi del premio).
Eccoli qui:

**A**
1. Isabella de Il torniello verde: beh, non la premio perché è mia sorella e neanche perché l'ho spinta ad aprire il blog. Non la premio perché mi piace il titolo - che, in effetti, le ho suggerito io! La premio perché credo che la sua passione possa sbocciare in qualcosa di più grande, perché sono fermamente convinta che sia un blog utile e istruttivo per gli appassionati del settore, perché il progetto che c'è dietro è molto bello, anche se adesso ancora non si può vedere. Certo, è un settore di nicchia. Non arriveranno orde di ragazzine in preda a crisi di panico perché non sanno come abbinare i leggings leopardati alla maglietta a righe e l'ombretto verde acido con il blush di Hello Kitty. Però, c-h-i-s-s-e-n-e! Nicchia vs Massa, 1:0.

2. Mary Poppins de La valigia di Mary Poppins: "Never judge things by their appearance, even carpetbags. I'm sure I never do" è una delle mie citazioni preferite. Ma non la premio per questo. La premio perché quando la leggo mi sembra di leggere il mio alter ego. La premio perché i racconti sulla sua famiglia mi emozionano. La premio perché le sue disavventure assomigliano alle mie e il modo in cui le racconta mi fa sorridere. La premio perché traduzioni e insegnamento sono una passione comune ed è bello sentirne parlare. E poi è divertente, e basterebbe anche soltanto questo per premiarla!

3. CeciliaChristine di Non si può tornare indietro: beh, non la premio perché abbiamo un frammento di nome in comune. E neanche perché abbiamo fatto diverse esperienze all'estero nello stesso modo. La premio perché per essere un expat ci vuole fegato. Ma attenzione: espatriare in coppia o quando la dolce metà vive oltralpe è troppo facile. La premio perché lei è un'expat nelle viscere, da sempre, e ha seguito ciò per cui è nata: essere un'expat. E poi so che mi legge, ed è bello sapere che c'è qualcuno di là dallo schermo!

4. La Bottegara de La Bottega dei Semplici: beh, non la premio solo perché è un blog cruelty-free. La premio perché la sua cucina profuma di buono e sprigiona calore umano. Immagino una cucina grande e magari un po' rustica, con i pavimenti in cotto e un caminetto, e almeno tre generazioni raccolte intorno alla tavola a gustare le sue prelibatezze. La premio perché mi piace il concetto di "bottega", che sa di riscoperta di qualcosa di antico, e mi piace anche quel "semplici", perché la semplicità è una cosa bella. La premio perché, nonostante il titolo,  "non vende nulla", perché "mette a disposizione", perché "prendete ciò che desiderate, plasmatelo e fatelo vostro". La premio perché nel suo blog vengono prima le sue ricette, mentre la sua descrizione è aggiunta solo alla fine, proprio a sottolineare l'importanza della sua passione e mettere quella al centro del gioco.

5. AnniGator di Lénairgumhènn: Je te fais cadeau de ce petit prix, parce que j'aime beaucoup ton ironie et j'espère que tu reviendras sur l'écran, un jour ou l'autre. AnniGator è una blogger francocanadese e vi consiglio di leggere i suoi post (se leggete il francese con disinvoltura): sono pochi, ma l'ironia sottile e velata e i suoi giochi di parole non possono che farvi sorridere e mettervi di buonumore!

6. Eve Love di Eve Love à la montagne: Je te fais cadeau de ce petit prix, car j'aime ton style, tes recettes, tes photos, ton blogue! J'aime l'arrière-plan en bois, la simplicité du papier blanc et des trèfles. J'aime tes histoires. Eve Love è una blogger francocanadese, se leggete il francese, date un'occhiata al suo blog. A me piace un sacco!

**B**
7. Ravanello curioso: Ravanella è stata la prima iscritta al mio blog e anche la prima a lasciarmi un commento, ma non è per questo che la seguo. Di Ravanella, mi piace proprio tutto, è una delle mie blogger preferite: la trovo brillante, intelligente, stimolante e anche simpatica! Le ragioni della sua scelta "anarco-vegan" non possono non far riflettere e nei suoi post c'è sempre un pizzico di brio, un ingrediente poco culinario e molto personale. Per me è una sorta di guru, come dire... "Ravanella 4 President"! Per via del regolamento, non posso darti il premio - hai oltre 200 iscritti, ma in tutta onestà sono felice che ne abbia di più - però ci tenevo a dirti che il tuo blog mi piace proprio tanto! ^_^

8. Non si dice piacere: Ilaria è una delle mie blogger preferite. Mi piace lo stile, mi piacciono le riflessioni. Mi piace la forma e mi piace il contenuto. Mi piacciono gli spunti, le idee e le immagini. Ultimamente mi sta anche piacendo l'iPhone! Mi piace il fatto che un blog sia incentrato sulle buone maniere e sull'educazione, perché sembra che ultimamente siano un fatto insolito. Mi piace la giusta dose di ironia e il sorriso che suscita in me l'accostamento del testo scritto e delle immagini. Insomma, io ti darei questo premio con tutto il cuore e con tutta la mia educazione (e un pizzico di stile), ma hai oltre 200 iscritti e, per regolamento, non posso. Però, in fondo, il premio è solo un oggetto virtuale e "avere" è meno importante che "essere", quindi colgo l'occasione per dirti che "sei" forte e che il tuo blog mi piace un sacco. È bello sapere che c'è chi va alle Fashion Week e chi citofona alla Cuccarini!


9. La Leggivendola: La Leggivendola è una delle mie ultime scoperte, ma è subito passata in pole! Della Leggivendola mi piace lo stile, mi piace il modo in cui scrive, mi piacciono i termini - mai scontati - che usa, mi piacciono le riflessioni. Se La Leggivendola fosse un libro, lo leggerei. Ma è un blog, è allora leggo con interesse ciò che scrive e ciò che legge. Spunti di riflessione, idee di lettura e un parere spassionato, ecco ciò che trovo e cosa mi spinge a tornare nel suo blog. Cara Leggivendola, hai oltre 200 iscritti e, per regolamento, non posso darti il premio. Però, però, il tuo blog mi piace tantissimo! Probabilmente abbiamo un antenato comune nella Gloriosa Stirpe dei Lettori, chissà!

11 domande
1. Bloggo perché... / Je blogue, parce que...
2. Ho chiamato il mio blog in questo modo perché... / J'ai donné ce titre à mon blogue, parce que...
3. Il momento più emozionante della mia vita da blogger è stato... / Le moment le plus émouvant dès que je blogue, c'est...
4. A casa mia non può mancare... / Chez moi, il ne manque jamais...
5. Se fossi un colore, sarei... / Si j'étais une couleur, je serais...
6. Se fossi un gioco, sarei... / Si j'étais un jeu, je serais...
7. L'ultimo sogno che ho fatto... / Le dernier rêve dont j'ai rêvé...
8. Da bambina avrei voluto... / Quand j'étais enfant, j'aurais voulu...
9. Libri: il primo, l'ultimo e il più bello che abbia mai letto sono... / Livres: le premier, le dernier et le meilleur que j'aie jamais lus...
10. Se fossi un personaggio di un libro, sarei... / Si j'étais un personnage d'un livre, je serais...
11. Domani... / Demain...

martedì 19 marzo 2013

Code.org, il futuro passa per i codici

Sapete chi è un coder? No? Beh, tranquilli, io ho scoperto tutto solo qualche giorno fa e ho pensato di condividerlo con voi.

Code.org

Un coder è un programmatore informatico. Una specie di genio, diciamo. Un tizio che ha a che fare con i codici e che rende possibile tutto questo.

Code.org

Eppure, a detta loro, non c'è nulla di geniale e tutti possono imparare. Anzi, tutti dovrebbero imparare:

Code.org
Impossibile? Sembra di no. Possibilissimo, invece. Quasi necessario. Sembra che le università statunitensi formino soltanto 400 mila programmatori, ma la richiesta è di un milione e 400 mila programmatori, il che significa 1 milione di opportunità lavorative!

Code.org

Code.org è nato per insegnare a tutti le basi della programmazione e per colmare quella che è una grande lacuna scolastica e universitaria. Ma non fidatevi di me, ascoltate loro! ^_^



Ho sempre pensato di essere uno zero assoluto spaccato con il pc e tutto ciò che ruota attorno al pc, figuriamoci poi programmare! ^_^ Però ho provato a giocare un po' su questo sito e alla fine devo ammettere di essermi anche divertita e di aver provato un piacevole senso di soddisfazione. 
Volete provarlo anche voi?
Ma sì, dai! Cliccate qui, entrerete nella sezione Learn, dove potrete inserire il vostro nome e sarete guidati a eseguire alcune semplici operazioni in codice. Se siete degli zeri come me, la soddisfazione è assicurata! ^_^

Il sito è completo di esercizi e test per imparare a programmare in diversi linguaggi. Penso proprio che, d'ora in poi, dedicherò una parte del mio (poco) tempo libero all'apprendimento di questa magia. In fondo, è come imparare una lingua straniera con la sua grammatica e i suoi vocaboli. Ce la posso fare!

Code.org! A me è piaciuto e sono sicura che piacerà anche a voi!

sabato 9 marzo 2013

Pomodori verdi fritti alla fermata del bus

L'altro giorno, una volta scesa dal treno, ho deciso di aspettare il bus per tornare a casa.

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Di solito torno a piedi, ma l'altro giorno era il 28 febbraio ed era l'ultimo giorno utile per utilizzare la tessera mensile che avevo usato poco, così ho aspettato.
Appena arrivata alla fermata, ho chiesto a una signora bionda, sulla sessantina, se aspettasse da molto e VROOOOM, la signora ha iniziato a parlare parlare parlare.

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Le avevo fatto una domanda alla quale avrebbe potuto rispondere con un semplice sì o no, invece le ho dato il la per iniziare il suo lungo monologo. Stava andando a casa del figlio che la aspettava per le 18. Gli aveva promesso che sarebbe arrivata in tempo per mettere su il sugo per la cena serale. Certo certo, non era lei a voler andare a tutti i costi a casa del figlio, eh, era lui che reclamava la sua presenza! D'altronde, da quando abitava da solo, era così.

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Però l'auto si faceva attendere, rischiava di far tardi. E quel povero figlio la stava aspettando. Dal monologo, siamo giunti a qualche forma interrogativa: in breve, la bionda voleva sapere dove abito. Ha affinato lo sguardo e ha iniziato a guardarmi insistentemente, provando a capire chi fossi o da chi discendessi. "Dove scendi?" "Alla fermata X" "Ah, scendi alla posta! Eh, io quella strada lì vicino non la faccio, perché è stretta e col buio mi fa paura!" "Eh già, non la faccio neanch'io" "E allora perché non prendi questo bus, e scendi alla fermata Y, poi aspetti il bus Z e vai a destra?" "Perché non mi conviene aspettare il bus Z e poi preferisco camminare!" "Beh, ma se abiti vicino al centro commerciale ti conviene! Oppure abiti più su?" E non so perché, ho avuto la strana sensazione che mi conoscesse, o piuttosto che conoscesse la mia famiglia. O forse era solo la sua invadenza a farmi prendere lucciole per lanterne, comunque, io, che ho avuto quel gran bravo maestro di Kevin McAllister,


Qui in originale, mins 0:50-0:59
(scena tagliata, nel film è la commessa a parlare, come si vede nella versione italiana)


Qui in italiano, mins 1:52-1:57


ho resistito e, cambiando discorso, le ho detto: "Abbia fede, signora, adesso il bus arriva!"
Apriti cielo! Tutta risentita mi ha risposto che ha fede, infatti va tutti i giorni in chiesa e, se avesse saputo di dover aspettare così tanto, sarebbe entrata, indicando qualcosa alle nostre spalle - in effetti la fermata del bus si trova proprio davanti alla chiesa.
E in quel momento, il suo blabla ha subito una curva religiosa che ormai non seguivo più. Mi indicava uno striscione affisso al muro che costeggiava la chiesa, ma io non riuscivo neanche a leggere cosa ci fosse scritto, speravo solo che arrivasse il bus o che magicamente comparisse la mia bici su un'altrettanto magica pista ciclabile e che pedalassi via alla svelta.
E poi è magicamente apparso il bus!

Insomma, a partire da questo incontro, ho iniziato a riflettere su quanto la gente sia stressata, inacidita, invadente, insoddisfatta, voglia mostrare e dimostrare necessariamente qualcosa agli altri, e  sia arrabbiata col mondo. 
Quella signora era piena di rabbia dentro, ma ci teneva a mostrare il suo attaccamento al buonismo, e poi aveva un'estrema voglia di parlare di sé e di sfogarsi di cose che non funzionano, fermo restando che le cose non funzionano al di fuori, e non nella sua vita.

Tutte queste sensazioni negative sono controproducenti.
La società non dovrebbe essere più rilassata, gentile, discreta e soprattutto soddisfatta?
Cosa ci spinge a essere così mediocri?

Io non ho le risposte, ma so una cosa. Io non voglio diventare così.
E poi voglio una città a prova di bici!

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