lunedì 25 agosto 2014

Non leggete...

Google Images




"Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. 
No, leggete per vivere".

Gustave Flaubert



mercoledì 13 agosto 2014

Miscellanea: di sorellanza, caschi, pc, libri

Ebbene, torno alla mia vita virtuale... In preda a una crisi di sorellite acuta in cui sento la mancanza di Gigina che è appena partita per lidi meridionali e io me ne sto sul terrazzo a casa dei nonni e penso a quanto mi sentirò ancora più sola tra qualche ora, quando sarà arrivato il momento di cedere al richiamo di Morfeo e Gigina non ci sarà.
E in quel momento, proprio in quel momento, a chi romperò le scatole? A chi??

Beh, facciamocene una ragione.
Potrei fare un sacco di cose, tipo andarmene in giro per Roma a fare la turista o rilassarmi sul bagnasciuga e farmi cullare dalle onde, o godermi la calma e il silenzio che l'assenza altrui comporta. Oppure tutte e tre. ^_^

In questo periodo di assenza ho fatto un sacco di cose e non ho fatto niente.
Vi ricordate il casco per la bici? Eh, l'ho comprato!
Alla fine ho optato per questo:


ok, posterò la foto non appena possibile,
nel frattempo potete ancora tentare di indovinare! ^_^


E poi, beh, ovviamente l'ho usato... ed è stato bellissimo!!!
Avete presente la sensazione di libertà che dà la bici? Ecco, non l'avevo mai provata così... forse perché non avevo mai usato la bici a Roma. E come l'ho usata? Beh, per andare in piscina! - Che non si dica che non sono sportiva! 4,5 km all'andata e 4,5 km al ritorno, perché non è che al ritorno prendo la scorciatoia, con tanto di salita interessante. Che non è tantissimo, ok, però in mezzo c'è una bella nuotata sostenuta, e a un certo punto la fatica si sente!

E comunque quel minimo di fatica val bene la gioia che dà la bici.
Avete presente quando i ciclisti annoverano tra i pro della bici la felicità?
Ecco, è vero. Forse incredibile, se non ci provate, ma vero. E io mi sento felice quando vado in bici e pedalo e la brezza mi rinfresca il viso e qualche ciclista "vero" passa e mi saluta! ^_^

Poi, siccome la Fonte che mi governa si è resa conto che ero in vena di spese, ha fatto sì che il mio caro adorato bellissimoamatissimoincommensurabileinsostituibile pc si rompesse. Morto. Kaputt. Prima l'hard disk, dove avevo conservato gli ultimi 7 anni di vita, più le foto dell'anno precedente, tesi e cavoli vari, e che ovviamente non avevo salvato da nessun'altra parte, tranne qualche cosuccia. Poi, dopo aver speso i soldi per la formattazione, il nuovo hard disk ecceteraeccetera, è morto definitivamente qualche ora dopo.
Così da qualche giorno ho lui:



Microsoft Surface Pro



che è una spada. Leggerissimo, velocissimo, aggiungerei anche fighissimo, ma ci stiamo conoscendo, quindi per il momento non lo aggiungo - primo, perché mi manca il mio vecchio pc superlento (ok, lo ammetto, questa è l'unica caratteristica che non mi manca affatto!), e secondo, perché dopo tre giorni volevo riportarlo indietro perché è troppo piccolo. Poi ho cambiato idea. ^_^
Ci stiamo conoscendo, ma credo proprio che questo pc mi piaccia. Non chiamatelo tablet! È riduttivo. È un tablet ed è anche un pc, e così pian pianino entro nel mondo della tecnologia e mi proietto nel futuro.

Se qualcuno fosse interessato, ha 4 GB di RAM e 128 GB di HD. Pesa circa un chilo, forse poco meno, ed è dotato di pennetta, che trovo utilissima per via delle dimensioni dello schermo - è un 10'6'' - e quindi a volte è meglio usarla.
L'ho scelto perché avevo bisogno di un pc vero e proprio, con tanto di tastiera fisica e programmi di scrittura, ma allo stesso tempo avevo bisogno di un portatile leggero, perché da quando ho problemi alla schiena mi pesa anche portarmi dietro una bottiglietta d'acqua, figuriamoci il portatile di 2-3 kg!
Ah già, non ha il pacchetto Microsoft Office già installato (che invece ha la versione RT), però per ora ho installato un paio di programmini gratuiti e poi metterò anche quello.

Le alternative erano un Acer Switch 10 e un Asus TransformerBook T100, ma poi ho optato per il Surface perché c'era un'offerta ottima e non potevo dire di no! ^_^

Nei giorni di ricerca, ho capito una cosa: il tablet serve solo per GIOCARE. Confermate???
Credevo fosse un oggetto utilissimo per scrivere in giro, invece mi sa tanto che così non è. La verità è che mi piace l'estetica Apple, quindi un iPad non mi sarebbe dispiaciuto, solo che mi sono resa conto che gli mancano diverse cose di cui necessito io.

Credo anche un'altra cosa: in fondo in fondo la fortuna di trovare il mio nuovo pc l'ho "attirata"!
Suonerà strano, lo so. Ma credo sia l'influenza del pensiero positivo. E qui arriviamo a un'altra cosa che ho fatto in questo periodo, ho divorato la mia nuova bibbia:



Il Metodo



Il Metodo - The Tools, in originale - è un valido strumento di auto-aiuto. Ciò che mi fa parlare bene di questo libro - il primo del genere che leggo - è il fatto che non stia là a propinare teorie, ma vada dritto al sodo, alla pratica. Io stessa, dopo un paio d'ore di lettura, ho messo in pratica il primo consiglio o esercizio, che dir si voglia. Vi racconto.

Il neovicinosudamericano (neo si fa per dire, sta qui da più di un anno) e padre di una bimbetta di un anno aveva messo la musica a palla. E quando dico ''palla'', è molto ''palla''.
Ora, io dico, non è per me che sto leggendo e non capisco più un'acca di quel che leggo e continuo a rileggere le stesse cinque righe come la puntina di un mangianastri rotto; non è per gli anziani che hanno bisogno di riposo e magari la discodance spagnoleggiante in pieno pomeriggio sparata a palla può leggermente disturbare; ma più che altro è per i timpani di quella povera creatura che hai messo al mondo che non hai proprio rispetto!

Beh, insomma, io in genere sono timida e non è che parlare in pubblico mi faccia impazzire, anche se l'ho fatto, ma parlare dal balcone non rientra proprio nel genere di cose che pensavo di poter fare. Allora ho messo in pratica il primo esercizio: se c'è qualcosa che ti pesa e ti fa chiudere nella tua zona di comfort, 







AFFRONTALO!!!



E qui vorrei inserire l'immagine della freccia che, invece di ripiegarsi sull'omino, va dritta a squarciare il dolore e a raggiungere le possibilità infinite,
ma non trovo l'immagine su Google Images.


E, forte della mia neoforzainteriore, sono uscita in terrazza e gli ho chiesto 800 volte: "Ehi, scusa, ti dispiacerebbe abbassare un pochino il volume?"
Il buzzurro era seduto a terra, di spalle, e di spalle è rimasto. Mi ha visto e sentito e non si è degnato di voltarsi, poi dopo un po' ha abbassato. Non si è scusato, non ha fatto un minimo cenno di... beh, di qualsiasi cosa (chiedere scusa è troppo? un "oddios non me n'eros accortos", insomma qualsiasi cosa, ma nada de nada)!
Voglio dire, non sono stata minacciosa, ho chiesto scusa (io!), ho usato delle attenuanti (ti dispiacerebbe, un pochino) e cosa ho avuto in cambio? 

Il bicchiere mezzo vuoto risponderebbe che ho ottenuto in cambio la musica sempre più alta quando esco sul balcone, il commento ''Basta studiare'' una sera mentre ero al pc, e tanto astio gratuito che giunge fino a me sulle ali dell'aere.

Il bicchiere mezzo pieno risponderebbe che ho fatto qualcosa per me. Se non fossi uscita a chiedere di abbassare quel cavolo di volume, sarei rimasta in casa a lamentarmi e a rimuginare, non avrei continuato a leggere perché era impossibile e non avrei superato un ostacolo. 

Ergo, io mi sento più forte, mi sento viva.
Lui... non vale la pena neanche di perdere altro tempo a parlarne, ho cose più importanti da fare.

Beh, e voi cosa fate in questa estate un po' meno estiva del solito?
Avete mai letto libri sulla crescita personale?
Come vi comportereste se il vostro vicino mettesse la musica a palla?
E quando vi manca Sister già due giorni prima che parta?
E che ne dite del mio nuovo tablet-pc? Meglio l'iPad?

E per oggi, that's all, folks! ^_^

domenica 10 agosto 2014

Luna!

Luminosa, maestosa.
Splendente, gioiosa.

Stasera c'è solo lei, niente stelle dei desideri.



Eh, lo so, lo so... non rende! È molto più bella...


Buona luna a tutti voi!

giovedì 3 luglio 2014

#LikeAGirl

Campagna di sensibilizzazione.
Come al solito partecipo bloggando perché sprovvista di cinguettii et similia.



Because I am a Girl.

martedì 24 giugno 2014

Rosa, rosso o bianco?

Con l'arrivo dell'estate sono tornata in sella alla mia


Google Images

Gomme gonfiate, freno da sostituire, specchietto retrovisore da aggiungere, sorriso automatico e grande senso di libertà nel mio giretto di ricognizione senza un freno, senza specchietto, ma con tanta gioia.

Ora, decisione dovuta a necessità, perché guidare una bici sul lungomare con tanto di pista ciclabile è una cosa, ma farlo a Roma... eh no, qui è da alieni! ^_^
E quindi, dicevo, decisione dovuta a necessità... casco!
Ma quale?

Quello tipico da ciclista non mi piace.
(D'altronde, perché immettere un po' di sana normalità nell'aliena??)

E quindi ho pensato a questo


o a questo


o a questo


che si trovano alla Decathlon.

Voi che ne dite?
Ho bisogno di un consiglio, e sappiate che acquisterò il casco che riceverà più voti!
Se volete farmi un dispetto, sappiate che, ahimè, il casco rosa mi piace sul serio e che il voto finale sarà la somma dei voti virtuali e reali.

Anche se, anche se... il mio preferito in assoluto è lui:


Seguito da lui:


che sono della Nutcase.

Insomma, voi che ne dite? ^_^
Attendo consigli spassionati!



PS: Sì, cammino di nuovo! Dopo la botta di 5 mesi fa finalmente cammino! Non sono ancora io al 100%, ma cammino, accipuffolina!!! ^_^

lunedì 14 aprile 2014

Al andar se hace el camino, se hace el camino al andar

Un mese di assenza.
Una data importante.

Oggi, due anni fa, smettevo di ber latte. Non ne ho più sorseggiato nemmeno un goccio, ma ogni tanto mangiucchio qualcosa che lo contiene. Nessuno è perfetto, tanto meno io! ^_^

Ieri ho finito Patagonia Express di Luis Sepúlveda. Iniziato due o tre volte chissà quando, ripreso un bel giorno alla stazione mentre aspettavo il treno che non arrivava e nel frattempo trangugiavo pagine su pagine - una cinquantina, mi pare - e finito ieri sulla stessa panchina, attendendo il treno-Godot che non è mai arrivato causa sciopero nazionale. Poi ho fatto amicizia con un'altra aspetta-treni uscita di casa per non stare in casa, proprio come me, che ha deciso di restare alla stazione per un po', proprio come me.

Oggi ho iniziato per la seconda o terza volta Lezioni americane di Italo Calvino.
Sono tornata per la prima volta in biblioteca dopo l'incidentuccio. Ho avuto troppo sonno a un certo punto, mi sono alzata e sono finita alla Feltrinelli per un'ora e mezza: ho comprato Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti. Calvino aspetterà ancora un po'. ^_^

Roma era bellissima oggi.
Ho passato la pausa pranzo al ghetto, tra la fontana delle tartarughe e il teatro di Marcello.
C'erano i papaveri.
Ahimè, non avevo mezzi per scattare foto... immaginate...




Eccola qua!



Iniziano ad aumentare i turisti, per lo più sbracciati e scosciati. Il sole è caldo, ma non ancora da mare, eppure per loro deve essere bollente... chissà a quale freddo sono abituati...

Qualche giorno fa ho fatto amicizia con una coppia sessantenne di Avignone. I ritardi del treno permettono di fare questo tipo di conoscenze. Ero andata dall'ortopedico, primo giorno sul treno dopo il fattaccio. Chiedo a che ora passa il treno e madame mi risponde in francese, così glielo chiedo in francese e mi fa posto sulla panchina e iniziamo a parlare... parliamo per quasi un'oretta, che cosa piacevole... a volte, quando faccio "amicizia" in modo così semplice con degli estranei mi sento un po' mia nonna! ^_^ Che è un complimento, ovviamente! Non so perché, ma mi ricordo lei. Forse perché era allegra. Forse perché prendeva il treno. Forse perché ho solo voglia di pensare a lei.

Anche l'altro giorno ho passato un'ora e mezza alla Feltrinelli: ho letto un libro che ho completamente rimosso dal mononeurone, ma ricordo che trattava di... mmm, ecco sì, gesti... linguaggio del corpo, sì! L'ho letto tutto, ho immagazzinato un po', ho scoperto qualcosa.
E oggi ho avuto modo di capire che il tizio che mi fissava in biblioteca non doveva essere incavolato con me - come ho sospettato per un numero cospicuo di anni - ma stava flirtando. Accipuffolina, ciccio! Non puoi flirtare in biblioteca con me solo perché è primavera e ti stai risvegliando dal letargo e in biblio siamo solo tre ragazze, di cui una di spalle che quindi è fuori gioco! 
E comunque non avevo mai visto tanta fauna maschile come oggi, in biblio! 

Questo mese ho fatto fisioterapia. Un po' mi è dispiaciuto aver smesso. Ehhh... (sospiro)
Ho ripreso il nuoto. Mi sento una cretina, ma perché non l'ho fatto prima? 

Beh, questo è un post così.
Per salutarvi. Per dirvi che ci sono. Per dirvi che cammino di nuovo! ^_^

E voi che avete fatto in tutto questo tempo? ^_^

venerdì 14 marzo 2014

Cow poop, le mucche da cacca

E sì, lo so, il titolo fa sorridere. ^_^
E sì, so anche che vi state chiedendo cosa sia una mucca da cacca.
Eccola qui:

Cow Poop

Una mucca da cacca è una mucca che vive felice nelle campagne piemontesi.
Una mucca da cacca non è sfruttata per produrre vitelli, e quindi carne da mangiare e pelle da indossare, né per produrre latte da bere.
Una mucca da cacca non è considerata un prodotto da vendere e dal quale arricchirsi.
Della mucca da cacca viene usata soltanto la... cacca... ^_^ ...per concimare il terreno.

Non sto qui a scrivere un articolo, perché l'ho appena letto e vi rimando ad esso.
Non sto qui neanche a riassumere il progetto e gli obiettivi di Fabrizio - un ex allevatore che, invece di trasformare gli animali in prodotti, è diventato vegetariano e ha convertito il suo allevamento nella Farm Serenity Cow -, perché lui lo fa molto meglio di me e perché vi invito a dare un'occhiata al suo blog.

Scrivo, invece, per mettere grigio su panna le mie considerazioni e dare qualche spunto.

Secondo me, questa fattoria potrebbe essere una grande occasione per formare gli adulti di domani. Sempre più spesso sentiamo dire di aver preso in prestito la Terra dai nostri figli, ma come insegnare proprio a questi figli il rispetto per la Terra e per i suoi abitanti?

Ecco, secondo me, un'idea sarebbe portare le nuove generazioni a contatto con tutto ciò che non è scritto sui libri scolastici

Gli insegnanti potrebbero portare i loro bimbi in gita in questa fattoria per insegnare loro il valore della vita di un animale e l'importanza del contatto con animali altri da quelli di affezione.
E se la scuola è lontana, potrebbero organizzare un camposcuola con i bambini di V elementare, che avrebbero l'opportunità di visitare Torino, antica capitale d'Italia; scoprire il Piemonte, vedere il Po e stare a contatto con la natura e gli animali.
Sarebbe una bella occasione anche per i ragazzi della scuola secondaria, perché non è mai troppo tardi per imparare che una mucca non è solo quella della Lola.

Ok, messa così, il mio sembra piuttosto un progetto latente della riforma scolastica - che pure avrei - comunque anche i genitori potrebbero contribuire portando i propri figli una giornata o un fine settimana in una fattoria.

Penso che la trasformazione di questo ex allevamento in fattoria possa essere un esempio per molti altri allevatori, per dire loro che, sì, la trasformazione è possibile
Ma anche per i consumatori: che si trovino su uno scaffale, in frigo o in tavola, gli animali non sono un prodotto già pronto. 
Una maggiore sensibilizzazione è necessaria e sono sicura che le giovani generazioni apprezzerebbero e la Terra ringrazierebbe.

Voi che ne pensate?

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